3 risposte sul cardiofrequenzimetro per la corsa

Cardiofrequenzimento per la corsa

Come abbiamo visto, sapere quanto e come sta battendo il nostro cuore mentre corriamo è fondamentale per l’allenamento. E qui può venirci in aiuto il cardiofrequenzimetro.

Il cardiofrequenzimetro è uno strumento che consiste in un trasmettitore (di solito una fascia) che trasmette i dati a un ricevitore (orologio o simile). Registra la frequenza cardiaca in tempo reale e ci restituisce un’indicazione utile sullo sforzo che stiamo chiedendo al nostro sistema circolatorio.

  1. Cardiofrequenzimetro sì o cardiofrequenzimetro no?
    Molti runner preferiscono non usare il cardiofrequenzimetro, perché preferiscono ascoltare il proprio corpo e regolarsi con il solo cronometro.
    Naturalmente ascoltarsi è fondamentale, e i più grandi atleti ne sono perfettamente capaci. Non è detto, però, che sia sempre facile per tutti e in tutte le circostanze: chi non è (ancora) un professionista, per esempio, può trarre giovamento dal cardiofrequenzimetro. Senza considerare che certe circostanze esterne possono distrarci, o farci percepire la fatica in modo diverso. La morale, secondo me, è questa: come tutti gli strumenti, il cardiofrequenzimetro è utile purché lo si usi con criterio e non ci si affidi al suo responso come a un oracolo.

  2. Come usare il cardiofrequenzimetro?
    Quindi, considerare le soglie e tenere conto di quanto dice il cardiofrequenzimetro è senz’altro utile. Va però mediato, per esempio, con la nostra abitudine di allenamento: i calcoli del metodo di Karvonen sono puramente statistici e contemplano una soglia di errore che può arrivare al 10 o 15%, che non è proprio poco.

  3. Il cardiofrequenzimetro: quando è utile?
    Il cardiofrequenzimetro è comunque utile per monitorare lo sforzo in allenamento, la distribuzione dello sforzo, i miglioramenti nel tempo. Quindi può essere importante per chi è alle prime armi e magari ha difficoltà a fare calcoli complessi con il cronometro, ma può essere un aiuto anche per chi corre su percorsi che presentano dislivelli, per cui lo sforzo non è immediatamente proporzionale alle distanze, oppure per chi si allena su percorsi che non consentono di misurare facilmente le distanze. In tutti i casi, comunque, il cardiofrequenzimetro trova un ottimo alleato nel cronometro per la corsa. Ne parleremo!

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